Il campionato, per tutti. Qualcuno a San Marino, altri a Riccione, ma anche a Villa. Poi tutti insieme, riuniti. Per conoscersi, annusarsi e capirsi. Guardarsi negli occhi e vedere di combinare qualcosa di buono all’Europeo di fine luglio. Gli allenamenti di giugno, Lloret de Mar, i dolorosi tagli, l’imbuto che si stringe. Buttateci dentro tutto a questa Nazionale Under 18, pure passioni e tradimenti (in senso cestistico, s’intende). L’Europeo che si avvicina. La conferenza stampa, qualcuno che parla a un microfono col fiatone che non ha mai avuto in dieci anni di basket (vero, El Diez?). Coach Ross al tavolo, Ale Mura al suo fianco, tutto lo staff compatto.
Vogliamo cominciare “a far sul serio”. Pur conoscendo tutte le premesse storiche e fattuali. La difficoltà, per intenderci, di sfidare Golia e tirargli un sasso in mezzo alla fronte. Quella però è leggenda e di solito Golia, se è grande, grosso e forte… vince. La Nazionale Under 18 ha affrontato gli avversari con fierezza e determinazione, senza mai “darla su”. Provandoci.
Alla prima, con l’Albania, grandissima prova complessiva e gara appassionante contro quella che una settimana più tardi si laureerà squadra campione. Ma guarda un po’… Poi il tonfo, fragoroso, con Malta. Una partita che avremmo potuto e dovuto portare a casa. Bravi gli avversari, anzitutto. Male noi, senza dubbio.
Il Pres e coach Ross ricompattano la squadra, la reazione è di quelle toste perché alle porte, per il calendario, ci sono addirittura Andorra e Monaco. Golia al quadrato. Andorra pressa, gioca in maniera intensa per 40 minuti… E i nostri? Reagiscono e se la giocano. Vincono gli avversari, ma la partita è di quelle di grande valore. Con Monaco, dopo il giorno di riposo, la partenza non è felice e gli altri sono inarrestabili. Poi, anche lì, una bella reazione. Un terzo quarto scintillante. La squadra c’è. C’È. Lo scriviamo in maiuscolo per rendere l’idea.
Ci si gioca dunque il 9° posto con Gibilterra nella gara di domenica mattina. Ci si gioca tanto, non solo una posizione in più o in meno in classifica. Ci si gioca qualcosa di più. I ragazzi lo sanno, sono responsabilizzati. Le parole sono state chiare.
Non c’è Filippo, un grande peccato. Al di là della partita, per far vivere questo ultimo appuntamento anche a lui, che era stato di grandissima importanza per la squadra per tutta la settimana. Un problema fisico lo ha tenuto fuori. Ci saranno altre occasioni Filo, ne siamo certi.
Come comincia la gara con Gibilterra? Non proprio benissimo. Un po’ di tensione c’è, è palpabile. Si taglia col coltello. 4-14, con Cassaglia a guidare i suoi. Affondiamo? Ma neanche per idea. Rispondiamo con la qualità di Lorenzino, di Ale e di Francy. 10-14 per chiudere il primo quarto. Ci siamo, c’è da soffrire ma ci siamo.
Sullo slancio fatto di recuperi e difesa andiamo 28-21. Francy è meravigliosamente su tutti i palloni. Attacco, difesa, rimbalzi, recuperi (5° per recuperi in tutto il torneo) e assist. La squadra è viva e lo si vede da come la panchina partecipa, si alza (troppo? pazienza), urla, chiama i secondi che mancano dei 24”. Siamo dentro la partita e la comandiamo. Gibilterra però non molla, non ne ha nessuna attenzione, ha qualità ben visibili e un lungo di grande efficacia e intelligenza come Celecia (13 punti e 16 rimbalzi alla fine). All’intervallo è 30-30 e non siamo a Wimbledon, anche se Celecia assomiglia a Sinner.
Basta poco per scappar via, è questa la sensazione. La difesa è lì, pronta ad azzannare l’avversario. La voglia c’è. Le facce sono quelle giuste, anche dopo il recupero di Gibilterra.
Coach Ross tocca le corde giuste e la prima parte di terzo quarto è da leccarsi i baffi. Jack in difesa è una piovra, sembra avere mille mani, arriva dappertutto. In attacco converte, la squadra ne beneficia. Zaff sotto canestro è un muro e i rimbalzi li prende tutti. TUTTI! Anche quelli non suoi. Fantastico.
Andiamo 48-34, San Marino scintillante. Sorridiamo, ma con la consapevolezza che c’è ancora uno spicchio di partita da giocare. Gibilterra chiude il quarto piuttosto bene e torna in partita. A dieci dalla sirena siamo 50-43 e anche Mathias, tre metri più in là, soffre. Ce la faremo anche per te, Matti. Cuori forti, destini importanti.
“Come on guys!”, ci dice l’arbitro di turno che richiama in campo i cinque giocatori dopo la pausa. Comincia il quarto periodo. Celecia appoggia per il 50-45 poi va di gancio, la palla ruota intorno al ferro ed entra, 50-47. El Diez soffre in maniera indicibile dietro e di là non è in giornata. Ma sta dentro, perché può accendersi in un secondo e scatenare un capodanno cinese.
È lui a mettere il canestro dell’ultima vera svolta. Penetrazione sul fondo, palleggio, arresto e tiro come da manuale: 52-47. Poi segna Jack ed è giusto così, come nel 2019: 54-47. Tunbridge accorcia ma in questo momento abbiamo troppe armi che funzionano. El Diez, che sarebbe Filoriccio, mette un altro canestro. Francy intanto distribuisce cioccolatini che gli altri appoggiano delicatamente nel cesto. Ale è sempre incisivo e Lori è uno di quelli che il buon Buffa descriverebbe come un “taaaaalento incredibile”. E lo fa anche vedere, perchè è in una di quelle giornate da scorer da alta scuola, al di là dei problemi di falli. Il contropiede di Riccio (mano destra eh, chissà mai…) significa 62-49 e in quel momento pensiamo di avercela fatta davvero. Lori mette la tripla e tutto è in discesa. Ci sono buone cose da tutti e non è banale ma semplicemente vero. Il bomber, ad esempio, la partita l’ha iniziata con la solita tenacia. Nicola supera i problemi fisici e gioca con efficacia. Nicolas ha tanto cervello, elabora e segna con Gibilterra. Lucio entra aggressivo, sportivamente duro e con un carattere pazzesco. Si fa valere e segna una doppietta ai liberi tutt’altro che banale. Il Tasso fa le cose giuste, cresce e lo ha dimostrato in tutto l’Europeo.
La vittoria con Gibilterra la sentiamo, la assaporiamo negli ultimi tre minuti. Sa di miele, è dolce come non mai. Zaff esce, è sfinito. Lo abbracciamo e sono secondi che hanno il valore di una vita. Suona la sirena, possiamo festeggiare,
Finisce la partita, vinciamo 65-49. Non è un 9°-10° posto qualunque. È la loro storia, la nostra storia. Una partita che in tanti forse dimenticheranno. Ci sta. Ma per questa squadra è stato l’esame di Responsabilità Applicata 1. E tutti l’hanno superato.
È il basket, ragazzi.
È stato un piacere.
SAN MARINO – GIBILTERRA 69-51
SAN MARINO: Renzi 14 (5/13, 1/7), Marcattili 2 (1/3, 0/1), Venturini, Lettoli 20 (4/9, 4/8), Cecchetti, Guida 11 (2/7, 1/6), Carattoni 7 (3/3), Ricciotti 8 (4/7, 0/4), Lonfernini 2, Zafferani 5 (2/6), Tassinari. All.: Rossini.
GIBILTERRA: Sheriff 2 (1/1, 0/2), Shivdasani 2 (1/1), S.J. Cassaglia 9 (4/8), Plantone, Stych 1, J.D. Cassaglia 8 (3/5, 0/3), Celecia 13 (6/13), Andrews, Dalmedo 4 (1/9, 0/1), Tunbridge 12 (6/11, 0/4), Bocarisa (0/1 da tre), Jeffries (0/1 da tre). All.: Felice.
Parziali: 10-14, 30-30, 50-43, 69-51.
Rimbalzi: San Marino 45 (Zafferani 14), Gibilterra 44 (Celecia 16)
Assist: San Marino 9 (Guida 4), Gibilterra 5 (Tunbridge 3)